PERU’: 400 poliziotti circondano i “guardiani delle lagune” a Cajamarca

Fonte: www.cinabrio.over-blog.es
Selezione testi e traduzioni di Gaia Capogna

“Siamo nella zona della Laguna Azul, che sarà distrutta se non fermeremo Yanacocha. Sembra che stia per avvenire un attacco della DINOES (polizia nazionale peruviana per le operazioni speciali) al nostro accampamento. Deve essere chiaro che noi non stiamo invadendo niente, siamo ubicati nella zona che si trova tra le proprietà dei comuneros e quella dell’impresa di sfruttamento minerario”, ha dichiarato Nicanor Alvarado, di “Asuntos Internacionales” della Plataforma Interinstitucional Celendina.

Pericolo di repressione violenta alla Laguna Azul

Un forte contingente di polizia della DINOES, armato fino ai denti, è arrivato questa mattina (il giorno 16) al cerro Colorado, e ha tentato di impossessarsi delle provviste alimentari portate dalle ronde contadine per resistere accampati lì tutti i giorni che saranno necessari per ottenere la non fattibilità del progetto Conga.

La possibilità di repressione è reale… Non un morto in più signor Humala!

400 agentes Dinoes llegan hasta lagunas en Conga

Più di 2.000 abitanti della zona di Celendín, sia contadini che cittadini, oltre a rappresentanti di tutto il Perù, riuniti nella FEMUCARINAP , sono arrivati a mezzogiorno di ieri alle lagune minacciate dal progetto d’estrazione mineraria chiamato Conga della transnazionale Newmont Mining Corporation; un gruppo di persone si è istallato presso la laguna Cortada, un altro presso la laguna El Perol e un altro presso la laguna Azul. Fonte: http://www.caballeroredverde.blogspot.com

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Si è saputo che un gruppo di ronderos (componenti delle ronde contadine) si sono istallati nel Tragadero-Las Posadas-Cerro Colorado di proprietà della signora Máxima Acuña Atalaya, e che la Minera Yanacocha ha provato ad appropriarsene illecitamente, minacciando di sloggiarli forzatamente.

A mezzogiorno di oggi è arrivato nella zona il procuratore per la prevenzione di reato Jorge Rodríguez Diaz per verificare se sia stata invasa una proprietà privata.

Milton Sànchez Cubas, Segretario Generale della PIC (Plataforma Interinstitucional Celendina) ha reso noto che la polizia ha bloccato tutte le strade pubbliche che portano alle lagune; però, quando le strade vengono bloccate dai contadini, questi vengono immediatamente denunciati, perseguitati e perfino incarcerati.

Sánchez Cubas ha lanciato un appello alla popolazione di Cajamarca, che verrà anche lei danneggiata dal progetto d’estrazione mineraria Conga, a solidarizzarsi, ma non solo con pronunciamenti, bensì con la propria presenza fisica, come fecero tutte le popolazioni della regione quando vi fu il conflitto per difendere il cerro Quilish.

Laguna Mamacocha 

Un altro gruppo di ronde contadine della provincia di Hualgayoc Bambamarca questa mattina hanno realizzato una mobilitazione dalla laguna Mamacocha alla laguna Mishacocha; ci sono stati alcuni alterchi con la polizia ma niente di più. Il presidente del Frente de Defensa di Bambamarca, Eddy Benavides, ha annunciato che nelle prossime ore si riuniranno con con i fratelli di Celendín per accordare le strategie da prendere i prossimi giorni.

Intanto, speriamo però che la lagune Azul, Cortada, Perol, Mamacocha e Mishacocha non si tingano di rosso, perché la repressione poliziesca sembra approssimarsi.

Fonte: www.caballeroredverde.blogspot.com

Cajamarca: Polizia circonda i “guardiani delle lagune” di Conga.
di Jorge Paucar Albinowww.lamula.pe

Le ronde contadine di Huasmín i Sorochuco, che stanno sorvegliando le lagune di Conga, sono state circondate da circa 400 effettivi della División de Operaciones Especiales (Dinoes).

“Siamo nella zona della Laguna Azul, che sarà distrutta se non fermiamo Yanacocha. Sembra che stia per avvenire un attacco della DINOES (polizia nazionale peruviana per le operazioni speciali) al nostro accampamento. Deve essere chiaro che noi non stiamo invadendo niente, siamo ubicati nella zona che si trova tra le proprietà dei comuneros e quella del consorzio di sfruttamento minerario”, ha dichiarato Nicanor Alvarado, di “Asuntos Internacionales” della Plataforma Interinstitucional Celendina.

Mentre si termina di scrivere questa nota, Milton Sánchez, presidente de la Plataforma Interinstitucional di Celendín, si sta dirigendo a parlare con i poliziotti che ha di fronte.

Bisogna segnalare che nella zona ci sono circa 500 comuneros che chiedono la fine dell’attività di Yanacocha.

Nella regione di Cajamarca il 73,4% della popolazione rifiuta il progetto Conga 

Servindi, 11 ottobre 2012

Mentre riprendono le proteste contro il progetto Conga, una recente inchiesta realizzata a Cajamarca ha rivelato che per il 73,4 % della popolazione locale “in nessun modo” deve realizzarsi il progetto d’estrazione mineraria….” (segue)

Protestano nelle lagune

Dal giorno 8 ottobre, un nutrito gruppo di contadini e studenti si è accampato nella zona delle lagune che saranno distrutte se si concreta il progetto d’estrazione mineraria chiamato Conga.

Riparati con fogli di plastica dalla pioggia e dalla grandine, i manifestanti, provenienti da varie provincie come Celendín e Hualgayoc, si sono accampati in piccoli gruppi “fino a quando il Governo non annunci la cancellazione definitiva del progetto minerario”, affermano.

“Quello che vogliamo è che si fermino, che se ne vadano, qui non li vogliamo e rimarremo a pernottare qua tutti i giorni e i mesi che saranno necessari, e anche gli anni che saranno necessari”, ha detto Edy Benavides, presidente del Fronte di Difesa di Hualgayoc.

Benavides ha affermato che le loro forme di protesta sono pacifiche e che non hanno armi di nessun tipo.

“Siamo pacifici, ma non siamo disposti ad accettare che l’impresa voglia andare avanti con un progetto che non ha licenza sociale e che porterà solo contaminazione e povertà alla nostra regione”, ha aggiunto….

A Lima

Sotto la consegna di “Ne un morto in più, ne una bugia in più”, diversi collettivi ambientalisti e organizzazioni sociali hanno realizzato venerdì 12 ottobre dalle 6.00 p.m. a Plaza San Martín, un sit-in in solidarietà con i contadini chiamati “guardiani delle lagune” che si sono accampati nell’area del conflitto minerario. Durante la manifestazione sono state donate coperte, tende, teli di plastica e tutte le altre cose necessarie per sopportare il freddo della zona dove i contadini si sono mobilizzati.


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